la bottega del calciofilo

Parole di calcio di Emanuele Giulianelli (@EmaGiulianelli)

Archivi per il mese di “dicembre, 2012”

Timao meravigliao

Onori al Corinthians campione del mondo!timao
Vittoria per 1-0 contro il Chelsea di Benitez nella finale di Tokio e Mondiale per club portato a casa per la seconda volta nella storia del club, dopo il trionfo ai rigori contro i connazionali del Vasco da Gama del 2000.
La finale ha avuto come protagonista indiscusso il portiere verdeoro Cassio, ex PSV Eindhoven. Ma la storia più bella è quella del match winner, il peruviano Paolo Guerrero.
Ventotto anni, attaccante, Paolo è cresciuto nell’Alianza Lima, una delle squadre più importanti del suo Paese. Nel 2002 lo nota il Bayern Monaco che lo ingaggia per le sue squadre giovanili. Due anni nella squadra “B” dei bavaresi, in Regionalliga Süd, fino al 2005 quando esordisce in prima squadra, nella quale gioca anche il suo connazionale Claudio Pizarro. Prestazioni discrete, ma poche partite giocate, vista la presenza di grossi nomi in attacco. Passa, così, all’Amburgo dove diventa un pilastro della squadra che raggiunge le semifinali di Coppa Uefa nel 2008-09.
Poi l’infortunio, rottura del legamento crociato con la maglia del Perù e l’inizio di una discesa che lo porta a perdere il posto in prima squadra, a prestazioni non altezza della sua fama, alla contestazione dei tifosi culminata in un bruttissimo episodio: Guerrero reagisce lanciando una bottiglietta d’acqua a un supporter che lo contesta. Multa e squalifica.
Paolo sembra un giocatore finito per il calcio che conta. L’Amburgo lo vende, dopo una squalifica di 8 giornate rimediata contro lo Stoccarda, al Corinthians.
Qui Guerrero ritrova la forma e le prestazioni. Il resto è storia recente: gol decisivo nella semifinale contro l’Al Ahli e, soprattutto, la rete di oggi che regala al Timao il trofeo di campione del mondo.

This is Anfield

thisisanfield

Il racconto dell’impresa del Genoa di Bagnoli che nel ’92 violò il tempio del Liverpool, portando a casa una storica vittoria. Le parole dei protagonisti, Bortolazzi, Ruotolo e lo stesso Osvaldo, la testimonianza di Roberto Perrone, le emozioni di una sfida passata alla storia in un racconto che ho scritto e che gli amici di Fútbologia hanno pubblicato.

Potete leggerlo qui: This is Anfield

For the English version, click here. Thanks to Matteo Di Silvestro for the translation!

Spero vi piaccia, fatemi sapere!
Enjoy

Fútbologia

Avete mai sentito parlare di Fútbologia? E’ un progetto di quelli che io amo, di calcio romantico, di passione, di parole di un calcio che non c’è più o che si nasconde tra le pieghe di uno show che oggi la fa da padrone. Ma non disperiamo, noi calciofili e fútbologi sappiamo leggere tra le righe. I ragazzi che hanno inventato questo progetto, lo presentano così:

“Annusiamo calcio da quando eravamo bambini. Odore di muffa dello spogliatoio, grasso per ungere le scarpe, sudore delle maglie. Intere formazioni mandate a memoria. Guardiamo il calcio da sempre. Riconosciamo gli stadi di mezzo mondo.
Ma il livello del discorso sul calcio in Italia è molto basso. E il sistema del suo business globale è nella merda fin sopra i capelli. Da tempo ci divertiamo meno.
Però abbiamo un piano.
Un discorso sul calcio da una prospettiva storica, comparatista e contemporanea. Di potere e di cultura popolare. Scienze sociali e fisiche, arte e letteratura. Il pressing alto e Piazza Tahrir”.

Questo è il loro blog: Fútbologia-blog. Leggetelo, gustatelo.

Fútbologi, Calciofili: una faccia, una razza.

Voglia di URSS? L’epopea dell’Ararat Yerevan

Il campionato russo, negli ultimi anni, sta davvero decollando, con l’ingresso di capitali importanti e l’arrivo di calciatori dal pedigree internazionale, da Roberto Carlos a Eto’o, da Hulk e Witsel a Criscito.

Pochi giorni fa sul Corriere della Sera, a firma Matteo Cruccu, è comparso questo articolo che racconta di una novità: in Russia, anche in vista dei Mondiali che verranno ospitati nel 2018, sta crescendo una voglia di Urss. In che senso? Perlomeno calcisticamente. Qualcuno sta pensando di rinverdire vecchie sfide, vecchie leggende, ridando vita al campionato di calcio ex sovietico, una specie di Champions League da disputarsi tra gli Urali e la Moscova, tra il Kazakistan e la Georgia.

C’è stato un tempo in cui tutto ciò avveniva ogni anno, in cui in ogni stagione le grandi di ogni Repubblica Sovietica si scontravano nella Vysšaja Liga. E c’è stata un’impresa che, più di altre, è passata alla storia per il suo carattere epico, quello dell’Ararat Yerevan che negli anni ’70 ruppe il dominio della Dinamo Kiev e delle squadre di Mosca vincendo, clamorosamente, il Campionato e la Coppa dell’URSS.

Sono molto legato all’Armenia e ho deciso di raccontare la bellissima vicenda della squadra della capitale in questo racconto per “Stromberg non è un comodino”: La doppietta dell’Ararat Yerevan.

 

Date a Cesare quello che è di… Claudio

prandelli799C’era una volta un mediano di Orzinuovi, provincia di Brescia, classe 1957, cresciuto calcisticamente nella Cremonese, che nella stagione 1978-79 si trovò a esordire in Serie A con l’Atalanta e a comparire, per la prima volta, sulle mitiche figurine Panini.

Il suo nome? Claudio Prandelli. Ventisette presenze in A con gli orobici giocate alla grande valsero al giovane centrocampista la chiamata della Vecchia Signora del calcio italiano: la Juventus di Trapattoni lo volle per completare un reparto di centrocampo che già annoverava gente come Causio, Cuccureddu e Furino. Tre scudetti, una Coppa Italia, una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea sono i trofei che Claudio si portò a casa in sei stagioni in bianconero.

Al termine della stagione 1984-85, Claudio Prandelli tornò a Bergamo, dove concluse la sua carriera di calciatore al termine della stagione 1989-90.

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Qualche anno dopo comparve sulla panchina della stessa Atalanta, in sostituzione dell’esonerato Guidolin, un giovane e promettente allenatore, proveniente dalla panchina degli allievi. Il suo nome? Cesare Prandelli. Lo stesso che poi guiderà il Lecce, il Verona, il Venezia, il Parma, la Roma la Fiorentina e la Nazionale italiana.

Cosa c’è di interessante in questa storia? Il fatto che Cesare Prandelli, l’allenatore, e Claudio Prandelli, il mediano, sono le stessa persona. Il vero nome, completo, di Prandelli è infatti Claudio Cesare: è curioso che, da calciatore, era sempre stato conosciuto con il nome di Claudio, da allenatore con quello di Cesare.

Vittoria di Pirro

Una storia che avrebbe potuto trovare posto su “Stromberg non è un comodino“, un’impresa da tramandare, se non fosse andata a finire male. Già, perché ieri sera all’Old Trafford di Manchester, dove si incontravano lo United e il Cluj per l’ultima giornata del girone H di Champions League, non c’è stato un lieto fine.

Old Trafford (foto dal web)

Old Trafford (foto dal web)

Un Manchester United già qualificato, schierato da Sir Alex Ferguson in formazione rivoluzionata in vista dell’imminente derby di Premier League, affrontava i romeni del CFR Cluj 1907, bisognosi di una vittoria per poter ottenere una qualificazione agli ottavi di finale che sarebbe stata davvero storica. La vittoria è arrivata, grazie alla rete di Luis Alberto, longilineo centrocampista brasiliano classe ’83, che infila da fuori un pallone incredibile con De Gea inerme, ma la qualificazione no.
La ex squadra di Luis Alberto, infatti, il Braga, al 78′ incassa la rete del 1-2 contro il Galatasaray, in casa, dopo essere stata addirittura in vantaggio. Il Galatasaray vince e si qualifica agli ottavi, dai quali mancava dalla stagione 2001-02 per gli scontri diretti favorevoli contro i romeni.
Per il Cluj resta il prestigio di un risultato importante e impensabile all’inizio, con il premio di consolazione dell’Europa League da disputare. Comunque erano tre anni che lo United non perdeva in Champions all’Old Trafford e da settembre 2010 non subiva gol nel suo tempio.

Pontedera… en français!

Su Tuttocalciatori, per la rubrica “Stromberg non è un comodino”, ho raccontato, tempo fa, la storia della clamorosa sconfitta dell‘Italia di Sacchi contro il Pontedera.francia

Ecco l’articolo: http://www.tuttocalciatori.net/notizie/2012/06/la-storica-vittoria-di-una-squadra-di-c2-sulla-nazionale/

La storia è molto piaciuta al giornalista e blogger francese Johann Crochet, che ha deciso di tradurla e pubblicarla sul suo sito.

Ecco la storia in francese: http://www.flashfoot.fr/breve/le-jour-ou-des-amateurs-ont-battu-litalie/14175/

Marco Osio a Bellaria? L’ho intervistato per Tuttocalciatori

Lega Pro Seconda Divisione, una situazione paradossale al Bellaria. L’allenatore Alfonso Pepe viene prima esonerato, poi si dice si

La grinta di Marco Osio (foto dal web)

La grinta di Marco Osio (foto dal web)

sia dimesso, poi si parla di un suo possibile ritorno. Intanto la squadra romagnola è senza allenatore: in caso di sostituzione, in pole position c’è Marco Osio, l’ex Sindaco del Parma di Scala.

A questo link potete leggere l’articolo che ho scritto per Tuttocalciatori, con una breve intervista a Osio.

The Inside Left

Proudly bringing you none of the latest news, gossip and scores

Questo è il motto del sito, in lingua inglese, tenuto da Dominic Bliss, menzionato anche su The Guardian.
Collaboro con loro, proudly.
Ecco gli articoli che, finora, ho pubblicato sul loro sito:

ZEMAN ELEVEN
http://theinsideleft.com/zeman-eleven/
Il miglior undici zemaniano di tutti i tempi. Il 4-3-3 è d’obbligo.
Enjoy!

MY FIVE: SERIE A FRATELLI
http://theinsideleft.com/my-five-serie-a-fratelli/
Quattro coppie e un terzetto di fratelli che hanno giocato in Serie A. Le loro storie, gli intrecci e gli aneddoti.

Se ritenete utile o interessante che posti la versione tradotta in italiano, fate un fischio!

Stromberg non è un comodino

strombergBiondo, capelli lunghi e look da vichingo.
Giocatore simbolo dell’Atalanta che, a metà degli anni ottanta, diventa la squadra guastafeste del calcio italiano, arrivando a giocare una semifinale di Coppa delle Coppe mentre sta disputando la Serie B.
Glenn Peter Stromberg è il giocatore simbolo di quella squadra, giovane, aggressiva, coriacea e capace di grandi imprese quando parte da spacciata: le imprese che io amo raccontare nella rubrica che ho su Tuttocalciatori (www.tuttocalciatori.net).

Quando siamo partiti con “Stromberg”, ad aprile del 2012, la redazione di Tuttocalciatori scrisse un articolo di presentazione; questa, secondo me, è la frase che meglio descrive la rubrica:
“Stromberg non è un comodino” è la nuova Rubrica di TuttoCalciatori.Net tenuta da Emanuele Giulianelli, appassionato di calcio e di piccole storie epiche che hanno un non so che di eroico. Storie bizzarre e coraggiose. Storie che magari non hanno avuto la prima pagina dei giornali, ma che hanno colmato di gioia e stupore gli occhi e il cuore di chi sa ed era presente.

All’interno della bottega posterò una sintesi alle storie che pubblicherò nella rubrica, con il link che rimanderà all’articolo completo sul sito.

Intanto potete farvi un’idea della rubrica:
Stromberg non è un comodino

Stay tuned
Emanuele

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