la bottega del calciofilo

Parole di calcio di Emanuele Giulianelli (@EmaGiulianelli)

Sfogliando l’albo d’oro del Pallone d’oro

Franz Beckenbauer Pallone d'oro 1972

Franz Beckenbauer Pallone d’oro 1972

Nella serata del quarto titolo vinto dal sempre più mattatore Leo Messi, voglio sfogliare insieme ai miei pazienti lettori l’albo d’oro del trofeo di miglior giocatore europeo, per scovare curiosità, aneddoti e storie da calciofili.
Il Pallone d’Oro nasce nel 1956 su iniziativa della rivista francese di calcio France Football per premiare il miglior calciatore di nazionalità europea dell’anno solare. I giurati sono giornalisti provenienti da tutte le nazioni d’Europa (uno per nazione) che seguono precisi criteri stabiliti dal regolamento della rivista.
La prima edizione è stata vinta dall’inglese Stanley Matthews, che con 47 voti ha preceduto il leggendario fantasista del Real Madrid, Alfredo Di Stefano con 44 e Raymond Kopa con 33. Matthews, nominato baronetto dalla regina Elisabetta nel 1965, ha 41 anni quando vince il premio. E’ famosa la domanda che gli aveva rivolto Joe Smith, suo allenatore al Blackpool, nel 1947: “Hai 32 anni, pensi di riuscire a giocare un altro paio di stagioni?”. Calcherà i campi di calcio fino al 1965, quando, a 50 anni, disputerà la sua ultima partita, con la maglia dello Stoke City contro il Fulham.
Di Stefano e Kopa, secondo e terzo nella classifica della prima edizione, si consoleranno molto presto vincendo rispettivamente la seconda e la terza edizione. Di Stefano si porterà a casa anche il trofeo del 1959, precedendo proprio il compagno di squadra madridista Kopa. Nel 1958, alle spalle del francese, si era classificato il tedesco Helmut Rahn, del Rot-Weiss Essen che era stata, nel 1953, la prima squadra della Germania Ovest a qualificarsi per la Coppa dei Campioni.
Gli anni ’60 si aprono con la vittoria di Luis Suarez, del Barcellona, che precede il leggendario ungherese Ferenc Puskàs, il quale non vincerà mai il Pallone d’oro. Non sarà il solo fuoriclasse a non conquistare il premio.
Dopo di lui, Sivori della Juventus porta a casa il primo Pallone d’oro per un giocatore di una squadra italiana.
In totale, nella classifica per squadre, la Juventus è seconda con 8 titoli, al pari del Milan, alle spalle del Barcellona che, con l’ultimo conquistato da Messi, è a quota 10.
Il Real Madrid è fermo a 6, l’ultimo lo ha conquistato nel 2006 con l’italiano Fabio Cannavaro.
A proposito di Italia, il nostro Paese è ancora saldamente in testa per quanto riguarda il numero di giocatori militanti in un campionato nazionale ad aver vinto il Pallone d’Oro: alle 8 vittorie del Milan e della Juve, infatti, vanno sommati le due dell’Inter, con Matthaeus nel 1990 e il “Fenomeno” Ronaldo nel 1997. Il totale è 18, contro i 14 vinti dalle squadre spagnole e i 9 da quelle tedesche.
Nel 1962 arriva il primo Pallone d’Oro per un giocatore dell’Est Europa: se lo aggiudica il cecoslovacco Josef Masopust. L’anno seguente è la prima (e unica) volta in cui il trofeo finisce nelle mani (e che mani!) di un portiere, il sovietico Lev Jascin che supera di 17 voti il golden boy Gianni Rivera.
Per arrivare alla prima vittoria di un calciatore italiano bisognerà attendere ancora qualche anno.
Nel frattempo trionfano vere e proprie leggende del calcio come Eusebio, Bobby Charlton, Jorge Best e altri come l’ungherese Florian Albert e lo scozzese Denis Law del Manchester United, con un passato al Torino nella stagione 1961-62.
Nel 1969 l’Italia sigla una doppietta: i primi due gradini del podio, infatti, sono occupati da Rivera e dal centravanti del Cagliari, Gigi Riva; al terzo posto il bomber tedesco Gerd Muller, che ribalterà il risultato vincendo il trofeo l’anno successivo.
Nel 1971 c’è un vero e proprio plebiscito per l’olandese Johan Crujiff che supera l’italiano Sandro Mazzola per 116 voti a 57!
L’anno seguente è uno dei più curiosi della storia del Pallone d’oro. Ai primi tre posti, infatti, si classificano tre calciatori della stessa nazione, ed è l’unica volta che avverrà; inoltre c’è un forte rischio di pareggio. Alla fine la spunta Franz Beckenbauer con 81 voti, che precede gli altri due tedeschi occidentali Gerd Muller e Gunter Netzer fermi a quota 79.
Poi tocca alla doppietta di Crujiff e al sovietico Oleg Blochin, prima di arrivare alla seconda vittoria di Beckenbauer, a quattro anni dalla prima.
Il danese Allan Simonsen del Borussia Moenchengladback conquista il primo (e unico) Pallone d’oro per un calciatore scandinavo; nel 1978 e nel 1979 trionfa l’inglese Kevin Keegan dell’Amburgo.

Preben Larsen Elkjaer, secondo nel 1985

Preben Larsen Elkjaer, secondo nel 1985

Gli anni ’80 si aprono con due vittorie del tedesco Rummenigge; poi è la volta di Paolo Rossi che suggella, così, la straordinaria annata 1982. Tre anni di Platini della Juve, con un terzo e un secondo posto per il danese Preben Larsen Elkjaer dopo il magico scudetto del Verona 1985 e si arriva all’anno 1986. Il regolamento incomincia a scricchiolare.
Infatti, in Europa e nel mondo, spopola un giocatore che sta incantando e dominando in lungo e in largo, un furetto che ha regalato il Mondiale all’Argentina e sta portando al Napoli il suo primo scudetto: si chiama Diego Armando Maradona. Chi vince il Pallone d’oro? il sovietico Igor Belanov della Dinamo Kiev. Chi è costui? Il primo dei terrestri. Maradona, infatti, non è un giocatore di nazionalità europea, pur giocando nel vecchio continente, quindi non può conquistare il premio.
Si ovvierà a questa questione regolamentare nel 1995, quando verrà stabilito che il Pallone d’oro potrà andare anche a calciatori di nazionalità extra-europee, purché militanti in Europa. E dal 2007 il trofeo si è fuso con il Fifa World Player: può vincerlo qualsiasi calciatore del mondo.
Ma fino al fatidico 1995, da Belanov in poi, c’è stato il tempo di vedere trionfare  Marco Van Basten per ben tre volte, Ruud Gullit, il già menzionato Matthaeus, Papin, Roberto Baggio nel 1993 e il bulgaro Stoichkov del Barcellona nel 1994.
Il primo giocatore non europeo a vincere il Pallone d’oro è stato il liberiano George Weah nel ’95 con la maglia del Milan; nel 1996 è la volta del primo difensore (anche se in precedenza ha giocato da mediano), il tedesco Matthias Sammer. Poi è la volta dell’interista Ronaldo, del francese della Juventus Zinedine Zidane, di Rivaldo e di Luis Figo. Nel 2001 l’inglese Micheal Owen, forte dei cinque trofei conquistati nell’anno con il suo Liverpool, precede lo spagnolo Raul e il portiere tedesco Oliver Kahn; nel 2002 è di nuovo la volta di Ronaldo, poi toccherà a Pavel Nedved (altro bianconero), Shevchenko, Ronaldinho, Cannavaro, Kakà e Cristiano Ronaldo.
E’ l’anno 2008 e al secondo posto dietro il portoghese del Manchester United si classifica il ventunenne argentino del Barcellona, Lionel Messi. Il resto è storia recente, fatta di quattro titoli vinti dallo stesso Messi. E non finisce qui, potete starne certi, cari amici calciofili.

Emanuele Giulianelli

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2 pensieri su “Sfogliando l’albo d’oro del Pallone d’oro

  1. il primato italiano nell’albo d’ora deriva dai gloriosi fasti degli anni 90. tra quanto tempo verremo sorpassati dalla liga?
    da notare anche la totale assenza dei giocatori della premier. altra lacuna frutto di un calcio nazionale avaro di campioni, e (quindi) di successi con la nazionale

    [risposta ovvia: tra 5 anni se messi rimane altri 5 anni al barça]

    PS: la riflessione era seria prima della risposta da spettatore medio di studio sport 🙂

    • Se continuiamo così davvero tra cinque anni.
      L’Inghilterra ha vinto 6 titoli: Denis Law (1964), Bobby Charlton (1966), George Best (1968), Cristiano Ronaldo (2008) (Manchester Utd), Michael Owen 2001 (Liverpool) oltre a Sir Stanley Matthews. Se consideriamo solo la Premier League dalla sua nascita dalla divisione del 1992, quindi, abbiamo solo due vittorie.
      Grazie per la riflessione!

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