la bottega del calciofilo

Parole di calcio di Emanuele Giulianelli (@EmaGiulianelli)

La parola ai calciofili: la Cremonese e 110 anni di ricordi

CremoSubUn calciofilo che si rispetti non può non provare simpatia per una gloriosa provinciale del nostro calcio che domani, 24 marzo, compie 110 anni: la Cremonese.
Le maglie grigiorosse hanno alle spalle una storia fatta di 26 campionati di Serie B e ben 7 di Serie A (dal girone unico a oggi) e oggi si trovano a disputare il campionato di Prima Divisione Lega Pro (quella che io e quelli come me chiamiamo ancora C1).
Tanti personaggi e tante storie hanno attraversato questi cento anni di Cremo, come la chiamano affettuosamente i tifosi: da Renato Olmi, primo grigiorosso a indossare la maglia azzurra nel 1933, ad Antonio Cabrini; da Gianluca Vialli, cremonese di nascita e di esordio nel calcio, ad Alviero Chiorri, vero e proprio mito del tifo grigiorosso. Passando poi al polacco Zmuda, al portiere-goleador Michelangelo Rampulla, ad Attilio Lombardo, a Claudio Cesare Prandelli, all’argentino Dezotti e allo svedese Limpar.
E come non citare gente come Felice Garzilli con 358 partite in grigiorosso, o Aristide Guarnieri? Per non parlare degli allenatori, Giagnoni, Mondonico, Simoni e del leggendario presidente Luzzara.

Ci sarebbe tanto da scrivere sulla squadra delle “tre T”. Ma, per una volta, lo lascio fare a voi, amici calciofili.
Gradirei molto leggere nei vostri commenti ricordi, emozioni e storie, tutte rigorosamente in grigiorosso, per fare gli auguri a questa protagonista del calcio italiano.

Emanuele (@EmaGiulianelli)

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10 pensieri su “La parola ai calciofili: la Cremonese e 110 anni di ricordi

  1. Daniele G. in ha detto:

    Tette, Torrone e…Tentoni!!! Come non citarlo…

  2. fabio filippi in ha detto:

    era luzzara non lugaresi il presidente

  3. Dadachica83 in ha detto:

    Grande realtà quella di Cremona , una realtà che a mio avviso manca alla nostra serie A.. Turci, Gualco, Maspero, Chiesa, Tentoni, Gustavo Abel Dezotti, Neffa( il cantante Neffa prese proprio il suo nome da il giocatore grigio-rosso),Verdelli,Chiorri, Razzetti(il n 12), insomma c’e ne un mucchio di giocatori simbolo della società calcistica U.S. Cremonese.
    Ricordo lo stemma (ormai cambiato) della società, ricordo la tifoseria abbastanza calda, ricordo gli anni 90′ e abbino al mio ricordo Cremonese, Foggia, Vicenza, realtà ormai in difficoltà.

    • Grazie del tuo contributo, Dadachica83 e grazie per essere passata in bottega. Hai ragione, c’è davvero tanto bisogno di realtà come quella Cremonese, o come quella del Como di cui parlo nel nuovo pezzo: di quelle provinciali che lottavano con orgoglio contro le grandi e le affrontavano da pari in campionati molto più competitivi di quelli odierni. Torna a trovarci quando vuoi!

  4. beppe in ha detto:

    La Cremonese di un (non) assiduo tifoso, la mia storia con la Cremonese.
    In momenti raccontati dal mio personalissimo punto di vista, interpretati, forse addirittura inventati. Veri almeno nella mia memoria.
    In rigoroso(?) ordine alfabetico.

    A – serie A, ce ne andiamo in serie A! La mia storia con la Cremo comincia in serie C e lì siamo tornati, ma quando ero ragazzetto si cantava così. Sembra ieri, ma era quasi 30 anni fa.

    B – Il Bomber. Sauro Frutti: il Pruzzo di Cremona, il prototipo della punta perfetta (anni ’80). Un goal incredibile, in un Cremo-Bologna nel 1983 che sembrava proiettarci verso la serie A, con tuffo di testa a pelo d’erba. Gioacchino Prisciandaro, decine di goal dalla serie C2 alle B. Ricordo di una finale in serie C2 a Bolzano nel 2004. Siamo in tanti, ma la Cremo sta perdendo e gioca pure male. La buttiamo in avanti a casaccio, il Priscia è in ritardo e ne ha davanti due. Li rincorre e se li porta in rete insieme alla palla, in stile John Fasciano (per chi se lo ricorda). Cremo promossa in C1.

    C – Chiorri. Un solo Alviero! Contro il Messina, fine(?) anni ’80, il Messina di Schillaci e Scoglio. Entrambe le squadre in lotta per la promozione in serie A. Secondo tempo, partita bloccata sullo 0-0. Punizione al limite per noi. Alviero in panchina viene “chiamato” in campo da tutto lo stadio. Entra senza riscaldamento, la giacca della tuta data in mano al guardalinee. Arriva al limite dell’area passeggiando, tiro: nel sette. Lo stadio esplode. Alviero (già idolo) santo subito! Per la cronaca, la partita finirà 1-0 per noi. Di tutti i ricordi, questo è quello che a raccontarlo mi pare il meno verosimile. Sarà vero?

    D – Dietrologia. Se tifi una provinciale, il “sistema” ti è nemico, la leggenda dei favori (veri o presunti) concessi alle grandi squadre contro la tua è pane quotidiano, in qualche modo l’accetti come regola del gioco. A volte può avere forme impreviste: Varese-Cremonese, finale per salire in B, solo qualche anno fa. Le ore spese a irridere gli amici che perpetravano tesi di fantapolitica di un copertura dei nostri avversari da parte di ministri e onorevoli geograficamente contigui. Poi vedi il rigore all’ultimo minuto, inesistente, e te ne torni a casa in silenzio….quel giorno lì tornando ho pure preso una multa in moto.

    E – Estetica. L’estetica perfetta di alcuni amici, ex ragazzi, che vanno allo stadio ancora oggi in un impeccabile style rude boy. Eleganza e style da curva. Max rispetto.

    F – Il Fulmine. Fine anni ’70, bambino, mai stato allo stadio. Al “Fulmine” (Rinascente nostrana) danno i palloncini grigio rossi. Il bambino non lo sa e forse non gliene frega nulla. Sarà il nonno tifoso appassionato a spiegare l’importanza della cosa e mi accompagna nelle diverse ore di coda per avere ‘sti benedetti palloncini “griffati”. Prima della “prima”, dopo un annetto o poco più andrò allo Zini per la prima volta e capirò che senso avevano i palloncini.

    G – GigiSimoni. 4 anni a Cremona. Una promozione in serie A, la coppa di Wembley (unica vittoria nel tempio del calcio di una squadra di club italiana contro un’inglese). Due salvezze consecutive in serie A, 3 anni di gioco spumeggiante mai visto a Cremona. Serve altro?

    L – Lacrime. La delusione, inaspettata e cocente. Un Cremonese-Pisa, anni ’80, ultima di campionato, serie B. Il Pisa, allenato da quel Simoni che poi farà grandi cose a Cremona, è appena dietro. A noi basta un pareggio per la serie A. E invece perdiamo. Erano tempi in cui in curva toccava andare anche 2 ore prima per prendere posto. Il caldo di tutte quelle ore al sole confonde sudore e lacrime.

    M – Maglia. L’unica squadra la maglia grigio-rossa. Stop.

    N – Non vincete mai, siete una squadra di sfigati. Canta mia figlia, teenager cresciuta (con me) in una città che sta stabilmente in massima serie e fa pure le coppe. Maledizione.

    O – Ormai non vivo a Cremona da anni, per me sono tutte trasferte!

    P – La Prima volta allo stadio Zini. Serie C, ben più di trenta anni fa, contro la Spal. In tribuna centrale con il nonno tifoso di lungo corso. Sbucare dai gradini e vedere lo spettacolo dal vivo per la prima volta con la prospettiva di un bambino che ingigantisce tutto. Sensazioni non immaginabili dalla radio, dalla tv o dall’album panini. Quanto salta in alto il portiere e come esce spericolato! Che botte che si danno i giocatori! Come tirano forte! Quando si sentono i cori o come vibra la tribuna! Amore a prima vista

    Q – Quattro a zero. Il derby, l’unico vero derby, con il Piacenza. Anno 1990 e qualcosa. 4-0 per noi: tentoni, dezotti,tentoni florijancic. Simoni (ovviamente) in panchina. Che goduria!

    R – Ricetta. In trasferta con il Sassuolo, mi hai accompagnato anche se della Cremo te ne frega il giusto. Ma non ci fanno entrare perché tu hai una siringa in tasca. Non sei un tossico, sei diabetico e ti serve, ma non ti fanno entrare, serve la ricetta e tu non ce l’hai. Adesso non serve più, te ne sei andato. Ciao Davide.

    S – Sciarpe. Ne ho avute e ne ho ancora parecchie, alcune sono rimaste nel cuore. Una persa che ancora rimpiango: gruppo Chernobyl, quello del “mio” quartiere. Una che ho ancora: club Luzzara, sopravvissuta agli anni ’80, tessuto orrendo di quegli anni. L’ultima, di lana, lunga sei metri, fatta a mano da mia moglie decisamente non cremonese, che mi compatisce.

    T – Trasferte. Poche, non sono mai stato un vero e assiduo tifoso da trasferta. Impossibile però dimenticare la prima: primo anno di serie A, contro il Milan a San Siro, con il nonno e mio zio. Tanti, tantissimi cremonesi a Milano; grande gioia nonostante la sconfitta (che goal Nicoletti!!). Dopo la partita, sulla via del ritorno, il tam tam dei tifosi che porta però brutte notizie, un ragazzo morto, impossibile dimenticare.

    U – Ultras. Un padre tifoso, ma tiepido. Convinto, giusto pochi anni fa, a venire con me in trasferta per una semifinale playoff in serie C. Mille tifosi in una tribunetta ospiti piena. Per qualche strano caso, io e lui al centro della curva, in mezzo alla “torcida”. Nella foto, due persone con cappelletto in testa e aria nient’affatto leonina, in mezzo agli ultras più decisi. Due tipi da ridere…

    V – Vialli bomber simbolo della Cremo? Mi spiace, io non me lo ricordo come un mio idolo. Io ricordo Sauro Frutti, punto e stop. I goal che ricordo meglio sono quelli che ci ha fatto contro, uno bellissimo in rovesciata allo Zini con la Juventus. Con mille scuse ad un idolo di Cremona.

    Z – Zico. La mia prima serie A, quando in Italia giocavano i più forti: Maradona, Zico, Platini, Falcao, Junior….Come dire i Messi, Ronaldo and CO di oggi.

    Forza Cremo!

  5. Caro Beppe, ti ringrazio per il commento. Davvero. L’ho letto tutto di un fiato, ha il sapore e il respiro delle storie che amo raccontare. I tuoi commenti saranno sempre i benvenuti nella bottega del calciofilo.

    • andrea in ha detto:

      Adoro chi ha talento e lo sperpera perché ha altro da fare…da cercare,
      adoro chi gioca per il pubblico fregandosene di tatticismi e dei commenti di tanti professoroni,
      adoro chi è”contro”, chi è “scazzo” chi porta i calzettoni abbassati e la maglietta fuori dai pantaloncini, chi disegna traiettorie impossibili con un piede, chi dribbla per il solo gusto di farlo perché tra i tanti goals dei fenomeni di turno io mi vedo e mi perdo nelle punizioni del Magico alviero

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