la bottega del calciofilo

Parole di calcio di Emanuele Giulianelli (@EmaGiulianelli)

Quattro chiacchiere con Jens Nowotny

nowotnyUn ex nazionale tedesco, 336 partite in Bundesliga con 11 gol, 7 in Coppa Uefa e ben 34 (con 1 rete) in Champions League si è fermato per una chiacchierata alla “bottega del calciofilo”.
Si tratta di Jens Nowotny, classe 1974, professione difensore.
Esordisce nei primi anni Novanta con il Karlsruhe e gioca anche la Uefa, finché, nel 1996, passa al Bayer Leverkusen dove si toglie le più grandi soddisfazioni.
Ottimi risultati, belle prestazioni, fino ad arrivare nel 2002 al secondo posto in Bundesliga e, soprattutto, alla finale di Champions League. La squadra guidata da Klaus Toppmöller perde 2-1 con il Real Madrid, ma quella squadra mantiene un posto fondamentale nella storia del club. Nowotny ha giocato anche 48 partite con la maglia della Nazionale tedesca, arrivando a conquistare la medaglia di bronzo ai mondiali del 2006. Conclude la sua carriera in Croazia, con la Dinamo Zagabria.

Jens ha accettato di essere ospite della “Bottega del calciofilo” per fare quello che ci piace di più: parlare di calcio.

Che ricordo hai dei tuoi esordi con il Karlsruhe?
“Solo positivi. Una grande squadra, non solo nei giocatori, ma anche nello staff”.

Nella Coppa Uefa 1996 il tuo Karlsruhe hai affrontato ed eliminò la Roma. Ricordi quella sfida?
“Con il Karlsruhe abbiamo vinto per 3-0, ma io non sono sceso in capo perché infortunato. Ho giocato a Roma anche col Bayer Leverkusen: una partita molto dura con falli cattivi, molti cartellini gialli e rossi. A Leverkusen abbiamo vinto, a Roma pareggiato”.

Come è avvenuto il tuo trasferimento al Bayer?
“Callmund (il presidente delle “aspirine”) ha fatto un’offerta: ci siamo incontrati a Leverkusen per discutere della proposta. Io conoscevo molti giocatori di quella squadra, per essere stati miei compagni nelle nazionali giovanili, come Ramelow, Wörns, Feldhoff”.

In quegli anni siete stati ai vertici in Germania e in Europa, ma non avete conquistato trofei. Come te lo spieghi?
“Avevamo un gioco davvero attraente e vincente. In quell’anno siamo arrivati a classificarci tra le migliori squadre d’Europa. Ma eravamo giovani e non abbastanza “adulti”. Non so se mi capisci”.

Certo, capisco benissimo. L’esperienza a quei livelli conta moltissimo. Cosa puoi raccontarmi di quella fantastica avventura i Champions League, culminata nella vittoria col Manchester United e nella finale raggiunta?
“In semifinale io mi sono infortunato e, così, ho saltato la finale. Lì ho commesso uno dei pochi errori della mia carriera: non sono andato insieme alla squadra a Glasgow per la finale. Ero andato negli Usa a operarmi per tornare in forma il prima possibile. Ma non è importante se entri in forma uno o due mesi dopo: nessuno ti dirà grazie!”

Infine, le tue emozioni più belle con la maglia della Germania?
“Coppa del mondo 2006, ultima partita. Ho giocato. Abbiamo vinto. Nient’altro da dire”.

Per comprendere la risposta lapidaria, c’è da ricordare che Nowotny in quel mondiale giocò una sola partita, appunto la finale per il bronzo vinta contro il Portogallo.

Un saluto e un grazie a un graditissimo ospite della bottega.

UK Flag

 

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