la bottega del calciofilo

Parole di calcio di Emanuele Giulianelli (@EmaGiulianelli)

Roberto Cevoli: “San Marino? Mi piacerebbe”

CevoliSMRiporto integralmente l’articolo, da me firmato, pubblicato oggi 30 ottobre sul quotidiano “La Tribuna Sammarinese” a pag.9

Nel turbillon delle voci che si susseguono per la successione a Mazza sulla panchina della nazionale di calcio c’è un nome che continua a rimbalzare e che sembra essere, viste le considerazioni federali, l’unica possibile alternativa al favoritissimo Pier Angelo Manzaroli.
Parlo di Roberto Cevoli, nato a Rimini nel 1968, ex difensore di Reggina, Reggiana, Torino, Cesena, Modena e Crotone, con tanta Serie A e B alle spalle, allenatore professionista da quando, nel 2005, è stato il vice di Camolese sulla panchina del Vicenza.
Roberto ha iniziato la sua carriera di calciatore proprio sui campi del Titano: dal 1986 al 1989, infatti, ha giocato con il San Marino Calcio, nel campionato italiano di Serie D e tra i professionisti in Serie C2 dopo la promozione del 1988. E a San Marino è tornato negli ultimi anni, come collaboratore della FSGC, per uno storico rapporto di amicizia e stima reciproca con il Presidente federale.
Ecco risolto il mistero di Chisinau: molte voci si erano diffuse quando Roberto era stato fotografato in panchina vicino a Mazza durante la trasferta della nazionale in Moldavia.
“Collaboro con la FSGC da un anno e mezzo – spiega Cevoli – con l’incarico di Responsabile Tecnico delle Nazionali. In pratica osservo, ascolto, do consigli: sono in ottimi rapporti con il Presidente da quasi trent’anni!”
Il suo nome gira con insistenza: c’è una trattativa per farti diventare ct della Nazionale maggiore?
“Per quanto ho appena spiegato, sarebbe strano parlare di trattativa. Io sono già collaboratore federale, una vera e propria trattativa non c’è mai stata. Diciamo che nelle chiacchierate con il Presidente abbiamo più volte parlato di questa ipotesi, nel tempo. Amiamo scambiarci idee e impressioni sul calcio”.

A lei piacerebbe quel ruolo?
“Sinceramente sì, ma prima bisogna capire qual è l’idea che hanno in Federazione. La realtà di San Marino è complessa, bisogna conoscerla bene per non avere problemi. Il calcio è molto dilettantistico, ci sono problematiche qui che altrove non esistono. Chi viene da fuori non se ne rende conto. Comunque San Marino è cresciuta molto negli ultimi anni: bisogna fare un applauso a chi gestisce il calcio e alla FSGC; non dimentichiamo mai che tutto il Paese conta trentatremila abitanti”.

Cosa c’è da migliorare?
“Tuttora c’è molto dilettantismo. Il campionato vive comunque di grandi rivalità tra i vari castelli che animano la competizione. Credo che per crescere si debba riuscire a fare il salto di qualità sotto l’aspetto della mentalità: serve proporre un calcio che, pur mantenendo il suo carattere dilettantistico, abbia in sé sempre più aspetti professionistici”.

Un allenatore straniero, non sammarinese, potrebbe essere utile per la svolta di cui parla?
“Dipende, come detto, dalle intenzioni federali. Uno straniero incontrerebbe comunque delle difficoltà, legate alla realtà particolare nella quale si verrebbe a trovare: se non si conosce l’ambiente, il rischio è di trovarsi male”.

Quando parla di realtà particolare a cosa fa riferimento, concretamente?
“A San Marino tutti si conoscono, soprattutto le persone che sono nel mondo del calcio. Ognuno si sente in diritto di dire la propria: chi non conosce certi equilibri può avere problemi. Il bello, comunque, è che qui il calcio si vive ancora come un divertimento”.

Lei conosce bene questa realtà?
“Abito a San Marino, sono naturalizzato sammarinese da poco tempo, mi sento di conoscere l’ambiente molto bene. Per la mia eventuale firma con la Nazionale, però, potrebbe influire il fatto che io sono un allenatore professionista. Questo è un aspetto da valutare”.

Cosa pensa di Manzaroli?
“Pier Angelo è un ragazzo preparato e ha ottenuto buoni risultati. Ha il profilo giusto e la voglia di mettersi in gioco. Non dimentichiamo che ha ottenuto risultati davvero storici, come il pari in Grecia e la vittoria contro il Galles. I primi risultati, a livello giovanile, iniziano a vedersi e ci sono ragazzi interessanti che potrebbero non sfigurare anche in società professionistiche italiane”.

Quali obiettivi deve porsi il nuovo ct della Nazionale? Vincere la prima partita ufficiale?
“Credo vadano fatte valutazioni più ampie nel tempo. Va bene mantenere lo stesso profilo, ma si deve lavorare a lungo termine. San Marino può anche perdere tutte le partite, ma si deve lavorare sulla mentalità, come ho già spiegato, e sui giovani. La parola d’ordine dev’essere partire dal basso: un allenatore oggi non può porsi un vero e proprio obiettivo con la Nazionale maggiore, ma ragionarne a livello più ampio sul sistema. Se si parte dal basso, si ottiene qualcosa di più duraturo. Certo, i buoni risultati aiutano il morale”.

Visto che lei conosce bene il Presidente, che tempi si è dato per decidere il nuovo ct?
“Entro febbraio, marzo al massimo, sapremo chi è il successore di Mazza”.

Emanuele Giulianelli
(emanuele.giulianelli@gmail.com)

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