la bottega del calciofilo

Parole di calcio di Emanuele Giulianelli (@EmaGiulianelli)

Brunei: il calcio del Sultano

bruneiGran bella iniziativa in edicola oggi su ExtraTime della Gazzetta dello Sport: “Messaggio da Sud-Est“, una panoramica sul calcio nel Sud-est asiatico.
Il mio contributo è stato un articolo sulla situazione in un posto davvero insolito per il mondo pallonaro: il Brunei.
Ecco l’articolo integrale:

Non è andata bene l’avventura del primo calciatore italiano in Brunei: l’ex attaccante di Parma, Empoli e Palermo Davide Matteini si è recato nel sultanato per valutare di persona un’allettante proposta ricevuta per giocare nella maggiore squadra del Paese, il Brunei DPMM, ma ha rifiutato. Troppe le differenze culturali, troppo difficile adattarsi a uno stile di vita così diverso da quello occidentale, soprattutto per un ragazzo che ha lasciato due figli a Pisa e ha appena avuto un grave lutto familiare.
Matteini torna in Italia, ma il calcio in questo piccolo Stato del Sud-est asiatico continua a crescere.
La Brunei Super League, il massimo campionato, è nato nel 2002: al torneo partecipano 10 squadre, l’obiettivo è di raggiungere entro il prossimo anno il livello semiprofessionista; fino a oggi, infatti, i calciatori del Brunei sono in gran parte dilettanti.
Su una popolazione di 400 mila abitanti, 1400 sono tesserati per le squadre di calcio.
Il Brunei DPMM, di proprietà dell’erede al trono Al-Muhtadee Billah, ex portiere a sua volta, è l’unica squadra composta da professionisti del Paese e non milita nella Super League locale, ma nella S.League di Singapore, dopo aver giocato anche nella lega della Malaysia. La scelta è figlia sia di motivi calcistici, legati a un livello più alto della competizione rispetto a quello poco più che amatoriale della Brunei Super League, sia (soprattutto) a ragioni commerciali, a una partnership da rendere sempre più salda tra il sultanato e Singapore.
Il sultano è uno degli uomini più ricchi del mondo e ama lo sport, soprattutto le auto e il golf. Famosa è la passione del figlio Abdul Hakeem Jefri Bolkiah per il tiro a volo: gareggiando in quella specialità è stato il primo olimpionico della storia del Brunei, nel 1996 ad Atlanta. Salì alla ribalta delle cronache quando, per migliorare il carniere (vuoto) di medaglie, propose al tiratore italiano Ennio Falco di gareggiare per il Brunei. Il compenso proposto era di 2 milioni di dollari, con la possibilità di allenarsi in un impianto faraonico.
Ennio rifiutò, ma non per lo stile di vita poco occidentale: per la bandiera che non voleva tradire.
Emanuele Giulianelli

Riproduzione riservata

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