la bottega del calciofilo

Parole di calcio di Emanuele Giulianelli (@EmaGiulianelli)

Angella, il difensore con la valigia: da Udine all’Inghilterra

Da Il Messaggero del 17 febbraio 2014

Angella
Angella, il difensore con la valigia: da Udine all’Inghilterra

L’INTERVISTA
ROMA Il Watford del presidente Pozzo era partito, a inizio stagione, con l’obiettivo di vincere il campionato di Championship, l’equivalente della nostra serie B, e arrivare in Premier League. Dopo un buon inizio, la squadra ha subito un crollo nelle prestazioni: Zola è stato esonerato e al suo posto è arrivato Sannino.
Una nota positiva, però, c’è. Si tratta di Gabriele Angella, 24 anni difensore centrale nativo di Firenze. Lo scorso anno a Udine ha realizzato ben 4 reti in 14 presenze in Serie A: nella stagione in corso è già a quota 5 in campionato. Il suo fisico imponente (1,91 m per 82 kg) fa di lui un giocatore perfetto per il calcio inglese.
Come giudica questa sua prima parte di stagione in Inghilterra?
«Penso di aver fatto bene, ma devo continuare a lavorare duro per migliorare giorno dopo giorno».
Come spiega i problemi che ha avuto il Watford?
«Questo è un campionato molto più difficile della serie B italiana, a livello di qualità e di ritmo di gioco: non c’è paragone. Rispetto alla squadra dello scorso anno ci sono stati molti nuovi innesti e c’è voluto tempo per adattarci a questa nuova realtà. Le qualità per puntare in alto, però, ci sono e, visto il terreno perso in classifica, ora dobbiamo fare più punti possibili per agganciare il sesto posto».
Cosa è cambiato nel passaggio in panchina da Zola a Sannino?
«Eravamo partiti bene con Zola, poi c’è stato un calo di prestazione dovuto comunque a noi giocatori. Forse la presenza di troppi italiani ha cambiato la mentalità del Watford dello scorso anno che con Zola fece benissimo. Sannino ha portato un nuovo tipo di gioco e una nuova mentalità: siamo più compatti, abbiamo un calcio più italiano».
Come vivono i tifosi inglesi il fatto di avere una squadra in gran parte italiana?
«Non è una bella cosa quando c’è una squadra piena di stranieri: ma se uno dà sempre il massimo in campo, i tifosi lo accolgono bene a prescindere dalla nazionalità. Ed è quello che sta accadendo a me».
Alla nazionale azzurra ci pensa?
«Per giocare in nazionale devo arrivare prima in serie A o in Premier League: sono un ragazzo che vuole fare le cose gradualmente e penserò alla maglia azzurra solo il giorno in cui riuscirò a far bene in un campionato di massima serie».

Emanuele Giulianelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Un pensiero su “Angella, il difensore con la valigia: da Udine all’Inghilterra

  1. Angella fa parte di un ampio numero di giocatori talentuosi che Guidolin ha rischiato seriamente di bruciare, lasciandoli marcire in panchina finché loro non hanno cambiato squadra. Ecco gli esempi più clamorosi:

    – Candreva: impiegato solo 3 volte in tutta la stagione 2007 – 2008, nel 2009 esordisce in Nazionale;
    – Lodi: tenuto spesso in panchina nella stagione 2009 – 2010, nel 2011 trascina il Catania alla salvezza;
    – Cuadrado: gioca 20 partite in 2 stagioni, nel 2011 viene addirittura tagliato e prestato al Lecce, nel 2012 esplode alla Fiorentina.

    Mi si può dire: Guidolin li teneva in panchina perché erano acerbi. Questa ipotesi non mi convince: se così fosse sarebbero esplosi 2 o 3 anni dopo la loro cessione, non subito dopo aver lasciato Udine. E’ chiaro che questi erano giocatori già pronti, e Guidolin li ignorava perché aveva un 11 titolare in testa e non lo cambiava nemmeno se gli sparavano.
    Anche noi viola abbiamo avuto casi simili: ci sono tanti giocatori che da noi facevano panca, e poi sono esplosi dopo che li abbiamo ceduti per 2 lire. Maggio, Balzaretti, Osvaldo, Pazzini, Diamanti, Quagliarella… tutti dati via per un piatto di lenticchie.
    Un altro nostro problema sono i giovani che si bruciano. Per esempio:

    – Camporese sembrava il nuovo Nesta, adesso fa la riserva nel Cesena;
    – Carraro prometteva benissimo come trequartista, adesso é finito in Lega Pro;
    – Gulan lo comprammo a 19 anni per 2,8 milioni, e alla fine tornò in Serbia a zero euro, dopo aver giocato solo 6 partite con la prima squadra.

    Certo, lo so benissimo che su 10 giovani talenti solo uno emerge e gli altri 9 si perdono, ma ti assicuro che giocatori come Camporese e Carraro sembravano davvero destinati ad una meravigliosa carriera. Carraro in particolare era un talento da lustrarsi gli occhi, mio padre guardava le partite della Primavera apposta per lui. Gli auguro di cuore di rilanciarsi.

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