la bottega del calciofilo

Parole di calcio di Emanuele Giulianelli (@EmaGiulianelli)

Giggs: Fergie boys are back in town

fergiegiggs_2765376I don’t know how many people would have accepted the challenge to lead Red Devils after 27 years of Alex Ferguson reign.
David Moyes did it. And lost.
After the last Saturday’s defeat  2-0 against Everton, he was sacked. Twist of fate: Everton was he team coached by Moyes for 11 years, another reign full of satisfactions.
But the challenge of becoming the heir of Sir Alex turned out too difficult for Moyes.

The worst Manchester United since 1990 will not reach 70 pts and David will not see the end of the season of the bench.
His place will be taken by Ryan Giggs, another legend of the club, wearing Red Devils jersey since 1990. Another twist of fate.

Ryan would be a player-manager, deputy until next June. Then it would be the turn of someone else. Maybe Klopp.
But the image of Ryan Giggs leading his team, has he’s always done in these 24 years, with the keys of the dressing room in his hand is really fascinating. And who knows if, after a legend on field, we can find another legend on the bench? He has the stigma, Sir Alex Ferguson guarantees for him.

Emanuele Giulianelli
@EmaGiulianelli on Twitter

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4 pensieri su “Giggs: Fergie boys are back in town

  1. Questa decisione andava presa molto prima. In Champions sarebbero usciti comunque (il Manchester United con qualsiasi allenatore non avrebbe mai potuto eliminare il Bayern di Guardiola), ma in campionato con un allenatore decente non avrebbero avuto alcun problema ad agguantare un posto Champions. Soprattutto se tieni di conto che é la stessa identica squadra che l’ anno scorso é arrivata prima. Anzi, é pure più forte, perché rispetto ad allora ha aggiunto anche una riserva extra lusso come Fellaini.
    Rimanendo in tema di nobili decadute, dopo la sconfitta in Coppa del Re é quasi certo che il Barcellona chiuderà l’ anno con un solo “titulo” (peraltro la Supercoppa Spagnola, sai che roba…). Una situazione inaccettabile per quella che solo pochi anni fa era la squadra più forte del mondo.
    A mio giudizio la crisi del Barcellona ha 2 spiegazioni.
    In primo luogo, i dirigenti si sono illusi che Guardiola avesse creato una macchina così perfetta da essere in grado di vincere anche se guidata da piloti inadeguati come Villanova e Martino.
    Purtroppo hanno fatto male i loro conti. Non é vero, come pensano in tanti, che nelle grandi l’ allenatore dev’ essere un semplice distributore di maglie: una squadra di campionissimi può tranquillamente restare a bocca asciutta, se a guidarli é un tecnico non all’ altezza. Se il Barcellona avesse scelto un allenatore vero per il dopo – Guardiola, il ciclo sarebbe continuato anche dopo l’ addio di Pep.
    Un’ altra motivazione é la mancanza di fame. L’ attuale rosa del Barcellona ha già vinto tutto e più di una volta, in molti sono a fine carriera, e quindi per tanti motivi i giocatori non hanno più gli stimoli necessari per raggiungere grandi traguardi. I dirigenti hanno provato ad infondere nuova linfa alla squadra ingaggiando dei campioni più giovani e più affamati di vittorie (Fabregas, Sanchez, Neymar eccetera), ma l’ ossatura é ancora quella dell’ era Guardiola, e quindi il problema non é stato risolto.

  2. Carissimo, dopo averti ringraziato per i continui contributi al blog vengo alla tua osservazione. Sul Man United credo che, come ho scritto, per chiunque il dopo Ferguson sarebbe stata un’ardua impresa da gestire: non riesco a dare troppe colpe a Moyes vista la situazione.
    Per quanto riguarda il Barcellona, credo che stia arrivando la fine di un ciclo, momento a cui la dirigenza catalana non si è preparata, forse spiazzata dal grave stato di salute di Tito Villanova che era stato (giustamente) visto come l’ideale continuatore dell’idea di calcio di Pep. Un’idea che, però, a lungo andare è stata capita dalle grandi d’Europa. Inoltre c’è bisogno di ricambio in parecchie zone del campo: Puyol lascia, Xavi non è eterno, Messi accentra tutta la manovra d’attacco su di sè ma una punta come David Villa per certi tipi di partite non andava mandato via. Per non parlare di Pinto: il Barca non ha mai considerato importante avere un secondo portiere all’altezza e ora sta pagando questa mancanza di attenzione.
    Nel calcio, a questi livelli, sono i particolari a fare la differenza.

    • Hai perfettamente ragione: il tiki – taka a lungo andare é stato capito, le altre squadre hanno trovato delle contromisure e quindi non funziona più. Anche perché per tenere la palla 60 minuti su 90 senza un attimo di pausa devi avere una condizione fisica pazzesca, e i vecchietti del Barcellona non ce la fanno più.
      Il fallimento del tiki – taka ha coinvolto anche noi viola. L’ anno scorso Montella ha copiato il gioco di Guardiola, e gli é andata bene perché la rosa aveva la forza fisica per reggere questo tipo di gioco un’ intera stagione; quest’ anno invece dopo 20 partite avevamo già finito la benzina.
      La nostra stagione é andata male anche per un altro motivo: quest’ Estate Pradé ha sostituito delle riserve di sicuro rendimento con delle pippe immonde, e quindi, quando i titolari si sono infortunati o hanno avuto un calo fisico, non c’era nessuno che potesse sostituirli degnamente. Io l’ho sempre detto: i traguardi te li fanno raggiungere le riserve, non i titolari. Grazie per la risposta, e a presto! : )

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