la bottega del calciofilo

Parole di calcio di Emanuele Giulianelli (@EmaGiulianelli)

Archivi per il mese di “giugno, 2014”

Oshaniwa, terzino delle Super Aquile: «Vogliamo la Coppa»

OshaniwaMia intervista esclusiva dal sito de Il Messaggero www.ilmessaggero.it

(Link articolo originale: Oggi Nigeria-Argentina. Oshaniwa, terzino delle Super Aquile: «Vogliamo la Coppa»?

Juwon Oshaniwa, terzino sinistro classe 1990, in forza agli israeliani dell’Ashdod, ci racconta l’attesa della nazionale nigeriana a poche ore dal match contro l’Argentina che può significare il passaggio del turno per la squadra africana.

Oshaniwa ha disputato entrambi gli incontri della Nigeria in questa Coppa del Mondo e si appresta a scendere in campo anche oggi contro l’Albiceleste, in sostituzione dell’infortunato Elderson Echiejile.

Cosa pensa della sfida contro l’Argentina?
“Con tutto il dovuto rispetto che si deve a una squadra importante come quella che stiamo per affrontare, il mio pensiero è tutto rivolto alla mia squadra, le Super Aquile”.

Che partita si aspetta?
“Una sfida bella e interessante”.

Che opinione ha del Mondiale disputato finora dalla Nigeria?
“Ci siamo dimostrati sempre all’altezza e ben preparati per affrontare ogni tipo di avversario”.

E per quanto riguarda lei personalmente?
“Per me disputare la Coppa del Mondo è un sogno che si realizza. Sono felice di essere tra i protagonisti di questa edizione”.

Dove può arrivare questa Nigeria?
“Il nostro obiettivo è disputare l’ultima partita del torneo”.

Quindi la finale?
“Of course”.
Per dirla all’inglese.

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The Saviour of Erciyesspor – Braga’s Edinho on Turkish-Football.com

edinho
My exclusive interview to Edinho, Portuguese hero in Turkey, with an incredible scoring: 11 goals in 15 matches.

 

From The Guardian: Russia plans football super-league for post-Soviet region

guardian_header_3My article on Eurasianet.org Russia Not Giving Up on Football Super League has been published on the prestigious The Guardian.

You can read the article here: Russia plans football super-league for post-Soviet region

@EmaGiulianelli

Sturaro: «Roma, mi piaci ma tra un po’…»

Studa La Gazzetta dello Sport di martedì 17 Giugno 2014

«Roma, mi piaci ma tra un po’…»

Sturaro «Amo il lavoro sporco però devo crescere molto Garcia? Fa un calcio bellissimo»

EMANUELE GIULIANELLI

La probabile conferma di Bertolacci al Genoa potrebbe portar presto Stefano Sturaro alla Roma. In realtà l’approdo in giallorosso del giovane centrocampista di Sanremo sarebbe rimandato di un anno: la Roma lo acquisterebbe, ma lo lascerebbe in rossoblù un anno in prestito per consentirgli di giocare con maggiore continuità e maturare. «Guardo soprattutto alla fase difensiva – dice Sturaro –. Mi piace lavorare per la squadra, amo fare il lavoro sporco. Sto imparando anche la fase offensiva, con tutto quello che riguarda l’impostazione di gioco».
Com’è andato il suo primo anno in A?
«Fino a gennaio molto stressante, al punto che avevo chiesto di andar via. Poi Gasperini ha deciso di bloccare la mia cessione. Da lì in poi è stato tutto perfetto. Il Genoa è la mia vita calcistica (ha il grifone tatuato sul braccio, ndr ). Sono ligure, sei anni nel settore giovanile: è l’unica squadra che per me è davvero importante».
Lei interessa fortemente alla Roma.
«Ho letto, mi fa molto piacere. Io non sono stato contattato, hanno parlato i due club. Se la società avrà bisogno di monetizzare andrò via. Ma lo farò solo se me lo chiede il Genoa».
Sinceramente si sente pronto per la Roma?
«No, non credo. È successo tutto così velocemente che non penso di poter ancora fare un campionato importante in squadre del genere. Penso di poterlo fare qui, al Genoa».
Qual è stata la squadra che l’ha colpita di più in questo campionato?
«La Roma mi ha impressionato. La Juve è stata più squadra, ma la Roma è quella che ha giocato il calcio più bello e divertente».

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Silvio Anocic: le prime parole da giocatore della Roma in esclusiva

Anocicda La Gazzetta dello Sport di oggi, 16 giugno 2014

di EMANUELE GIULIANELLI

È fatta per Anocic, oggi visite «Un sogno, sono felicissimo»

Silvio Anocic, talentuoso croato classe ‘97, si può considerare un calciatore della Roma. Il ragazzo si trova già nella Capitale (è sbarcato ieri), dove oggi sosterrà le visite mediche e firmerà il contratto che lo legherà alla società giallorossa fino al 2017 (accordo triennale, in quanto minorenne). Anocic, esterno difensivo tutto mancino che può giocare anche a centrocampo, arriva a parametro zero dall’Osijek, club con cui aveva un tesseramento giovanile: le sue specialità sono l’uno contro uno e il cross. In passato era stato vicino all’Udinese, poi il blitz di Sabatini, che in Croazia (dalla Dinamo Zagabria) lo scorso anno prese anche Tin Jedvaj, ora girato in prestito al Bayer Leverkusen. Da capire se Garcia lo aggregherà subito alla prima squadra o se Anocic inizierà dalla Primavera: «Ancora non so in quale squadra giocherò, perché devo ancora parlare con Garcia – ha detto il croato –. Quello che è sicuro, però, è il fatto che giocare per la Roma è un sogno. Sono felicissimo».

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L’appello dalla Nigeria nel caos «Non si può pensare al calcio»

scanusLa Gazzetta dello Sport, 14 giugno 2014

di EMANUELE GIULIANELLI

Sono passate meno di due settimane dal tragico attentato di Mubi, città del nord della Nigeria a due passi dal confine con il Camerun, in cui più di 40 persone hanno perso la vita a seguito dell’esplosione di una bomba allo stadio. La catastrofe è stata attribuita al gruppo terroristico Boko Haram. Giovanni Scanu ha vissuto l’intera stagione in Nigeria alla guida del Kaduna e il suo contratto terminerà a fine giugno: «Mi hanno offerto il rinnovo fino al 2017, ma non posso accettare: qui c’è la guerra civile, uccidono 100 persone a settimana. C’è timore di rapimenti per gli italiani, ho ricevuto avvertimenti continui dalla Farnesina». Calcisticamente l’esperienza del tecnico sardo è stata più che positiva: «Qui ci sono talenti che in Europa ci sogniamo, con enorme rispetto e dedizione al lavoro, oltre a capacità fisiche da atleti. Gli allenamenti si iniziano alle 7 e 30 del mattino perché più tardi ci sono 30 gradi».
Città militarizzate Ma vivere in un Paese in guerra e pensare al calcio non è possibile: «Ero alloggiato in un hotel internazionale, un bunker pieno di guardie armate». La situazione è andata deteriorandosi da marzo in poi: il campionato è rimasto fermo per più di un mese. Le città sono militarizzate, si vive nel timore di attentati, soprattutto dopo la bomba di Mubi: «Personalmente non ho mai avuto paura; il presidente anche ieri mi ha implorato di firmare il rinnovo, ma non posso lavorare in queste condizioni». Nonostante tutto lo spettacolo continua: «La gente qui è pazza per il calcio, non importa se per andare allo stadio si rischia di morire».

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Back in the USSR: football and Putin’s dream

Russian President Vladimir Putin plays wMy inquiry on Eurasianet.org

It appears Russian President Vladimir Putin’s imperial ambitions aren’t limited to economics and politics. The master of the Kremlin also wants to advance his agenda via sports, namely with the creation of a new football super league comprising leading teams from Russia and other formerly Soviet republics.

Club representatives from two regional football powerhouses, CSKA Moscow and Ukraine’s FC Shakhtar Donetsk, first started kicking around the idea of forming a super league back in in 2010, according to Alexandr Polyakov, a prominent Russian football commentator and a contributing editor at the football website chempionat.com. Two years later, Russian officials decided to form an organizing committee. Polyakov said he has played a consultative role in the discussions.

You can read the whole article here

Thanks to Alexandr Polyakov and Alexey Shunaev

Emanuele Giulianelli (@EmaGiulianelli on Twitter)

Antunes: «Così brutta l’esperienza in giallorosso che non ricordo nulla. In Spagna sto bene, ma i biancocelesti…»

AntunesMia intervista esclusiva da La Gazzetta dello Sport di oggi, 11/06/2014
EMANUELE GIULIANELLI
Vitorino Gabriel Antunes, terzino sinistro portoghese classe 1987, in forza al Malaga, sembra essere il nome giusto per rinforzare le fasce della Lazio. Piccolo particolare: Antunes ha militato a più riprese nella Roma, tra il 2007 e il 2012, spedito in prestito in più di un’occasione in Italia e in Portogallo. Qualche giorno fa era sicuro di partire per il Mondiale brasiliano, ma all’ultimo momento il nome di Antunes è scomparso dalla lista dei convocati del c.t. lusitano Bento.
Antunes, come ha preso la mancata convocazione per il Mondiale?
«Lo ammetto: non particolarmente bene. Avevo giocato tutte le partite di qualificazione, compresa quella più importante con la Svezia».
Com’è andata la stagione in Spagna con il Malaga?
«La squadra era completamente nuova, giovane e abbiamo sofferto un po’. A livello personale, comunque, è andata bene».
Che ricordo ha della sua esperienza con la Roma?
«Sinceramente proprio nessuno. È stata un’esperienza così brutta che non ricordo niente, soprattutto adesso che tutto, per fortuna, mi sta andando bene».
Perché non ha mai avuto occasione di esprimersi per il buon giocatore che poi ha dimostrato di essere nel corso della sua carriera?
«Spalletti mi ha dato modo di giocare, anche in Champions League. Dopo il prestito a Lecce, però, non ho avuto più occasioni di giocare con la maglia della Roma. E questa cosa mi ha reso triste perché avrei voluto fare qualcosa di bello in una realtà bellissima dove ho trovato anche tanti amici».
Ora avrà l’occasione di tornare a Roma, nella Lazio. Le risulta?
«Si parla molto di questa trattativa, ma fino ad adesso nessuno della Lazio mi ha chiamato; ho un contratto col Malaga, mi trovo molto bene lì».
Se dovesse arrivare questa chiamata, il suo passato in giallorosso peserebbe?
«Non mi cambierebbe niente. Se si confermasse l’interesse della Lazio, io insieme al mio procuratore e al Malaga troveremmo una soluzione. Del fatto che sono stato della Roma, ripeto, non mi interessa più di tanto: loro mi hanno avuto in rosa e non ne hanno approfittato. Se ci sono squadre che, invece, vogliono approfittare dell’occasione di potermi schierare in squadra è meglio per me».
Che idea si è fatto della Lazio?
«La conosco molto bene: bella squadra, bella società. Mi fa molto piacere sapere che una squadra del livello della Lazio sia interessata al sottoscritto».
Le piacerebbe, quindi, tornare in Italia?
«In Spagna sto bene, il calcio spagnolo mi piace. Se dovessi trovare qualcosa di meglio e il Malaga fosse d’accordo, con una soluzione buona per me e per il club, perché no?».

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Interviewed for Metro Russia: Fabio Capello, Italian pride

SpasiboJournalist Alexey Shunaev interviewed me on Metro Russia about Fabio Capello.
Link

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My twitter is @EmaGiulianelli

 

Giulio Donati: «La Roma mi piace. Voglio crescere vicino a Maicon»

Giulio DonatiDa La Gazzetta dello Sport, domenica 8 giugno 2014

«La Roma mi piace. Voglio crescere vicino a Maicon»
L’esterno del Leverkusen: «Il mio agente vedrà presto Voeller, il progetto mi affascina» Il difensore Giulio Donati, 24 anni

EMANUELE GIULIANELLI

Il nome di Giulio Donati è uscito in una chiacchierata tra Walter Sabatini e Rudi Voeller: è (anche) a lui che la Roma sta pensando per rinforzare le fasce difensive. Toscano di Pietrasanta, nato il 5 febbraio 1990, fresco protagonista della conquista di un posto in Champions League del Bayer Leverkusen: la Roma lo cerca nell’ambito della trattativa Jedvaj.
Qual è il bilancio della sua esperienza in Germania?
«Positivo, sia a livello individuale che di squadra. La Bundesliga è molto più spettacolare della Serie A, come stile di gioco e per l’atmosfera che c’è negli stadi. È un calcio meno tattico di quello italiano, più fisico e meno difensivo».
Uno come Donati avrebbe potuto far comodo all’Italia di Prandelli in Brasile?
«Mi hanno tutti fatto i complimenti dopo questa annata e ne sono felice. Ma sono consapevole che inserire un giocatore nuovo negli ultimi mesi in un gruppo che gioca insieme da anni non è una cosa facile e, soprattutto, rispettosa nei confronti dei compagni».
Ha seguito la Serie A?
«È stato un campionato di buon livello, la Roma ha fatto una grandissima stagione che in altri anni l’avrebbe portata anche a vincere lo scudetto. Ma quest’anno con una Juventus in quelle condizioni era davvero difficile».
Che opinione si è fatto di Garcia?
«Ha espresso un bel gioco, che ha divertito e sorpreso. Adesso il difficile sarà ripetersi su quei livelli, ma la squadra ha le carte in regola per farlo».
In Under 21 ha giocato con Destro e Florenzi: in che rapporti siete?
«Due ottimi giocatori e bravi ragazzi. Con Mattia abbiamo anche fatto le giovanili dell’Inter insieme, mi sono confrontato molto con loro. Io e Alessandro in Nazionale giocavamo sempre insieme alla Playstation, ma non disdegnavamo il pingpong: due giocherelloni, al di fuori del campo di allenamento».
Sabatini e Voeller hanno parlato di lei a Trigoria. Le risulta?
«Non sento Rudi da un po’ perché sono in vacanza. A breve ci sarà un incontro tra lui e il mio agente e ne parleranno».
La Roma le piace?
«È una grande squadra, con una società seria e importante alle spalle. Ma, soprattutto, ha un grande progetto e un loro interesse mi farebbe piacere. Comunque in Germania sto bene sono in un grande club, vediamo che succede».
Il ruolo di vice Maicon le starebbe stretto?
«Assolutamente no, anzi: avrei l’opportunità di imparare tanto da un campione come lui».
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